Jun 18

500 storie vere sulla tratta delle ragazze africane

By Jean Zuniga | Africa

500 STORIE VERE. Sulla tratta delle ragazze africane in Italia

a cura di Isoke Aikpitanyi

Il libro, basato sui risultati di un’indagine capillare svoltasi in tutta Italia e realizzata con il contributo del Ministero delle Pari Opportunità, racconta con forza e concretezza le storie di centinaia di ragazze nigeriane rese schiave e costrette con l’inganno a prostituirsi dall’alleanza fra mafia nigeriana e criminalità italiana. Sono tante le ragazze africane, soprattutto nigeriane, scomparse o uccise, ma questo non ferma il flusso illegale e ininterrotto di arrivi di migliaia di giovanissime, spesso minorenni, che da quasi vent’anni vengono condotte nel nostro paese. A tutte viene imposto un debito altissimo, fino a 80 mila euro, cui debbono far fronte nel tempo sotto la stretta e violenta sorveglianza della rete delle maman, diffuse capillarmente in tutto il territorio nazionale. Eppure sta crescendo il numero delle ragazze che, come l’autrice del libro, si ribellano al ricatto della mafia e, attraverso percorsi diversi, riescono a liberarsi dal suo dominio. Contributi significativi affiancano nel libro la denuncia della tratta: quelli dello scrittore Roberto Saviano, dei musicisti inglesi Michael Nyman e David McAlmont, dell’artista americana Martha Rosler, cui si accompagnano le riflessioni di Claudio Magnabosco e Gianguido Palumbo, due uomini italiani impegnati nelle reti e nelle associazioni contro la tratta per un cambiamento delle responsabilità maschili.

Jun 18

E. J. Sirleaf appelle les Sénégalais à “parler par les urnes”

By Jean Zuniga | Africa , Senegalais

Publié le 22 février 2012

La présidente du Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, a marqué son soutien aux femmes engagées dans la lutte contre les violences électorales au Sénégal et invité les Sénégalais à ”parler par les urnes”, au lieu de le faire ”par les explosifs”.

”Sans la paix, vous n’avez rien. Que le peuple sénégalais parle par les urnes et non par les explosifs”, a recommandé Mme Sirleaf aux femmes sénégalaises réunies au sein de la Plateforme de veille contre les violences électorales.

Elle s’est fait représenter par l’avocate Yvette Chesson à une réunion organisée par cette association de femmes, mardi à Dakar, en faveur de la paix.

Mme Chesson a délivré un message de paix et lancé un appel au calme à l’endroit des populations et des candidats engagés dans le processus électoral, pour ”une élection apaisée et transparente”.

”Lorsqu’on parle de passage pacifique du pouvoir politique, nous parlons du Sénégal. Et, quand nous parlons des présidents qui sont retournés dans la vie civile, nous pensons au Sénégal”, a encore dit la représentante de Mme Sirleaf.

Ellen Johnson Sirleaf a, selon Mme Chesson, loué l’initiative des femmes pour la paix et promis d’apporter tout son soutien, en puisant dans l’expérience de son pays, la ‘’situation room” surtout, une cellule de crise de veille et d’alerte, qui a permis de résoudre le conflit au Liberia.

Ce pays a connu plusieurs années de guerre civile, avant de retrouver la stabilité au milieu des années 2000, avec l’élection de Mme Sirleaf en 2006.

Les Sénégalais élisent un président de la République dimanche. Les électeurs militaires et paramilitaires ont voté samedi et dimanche.

Quatorze candidats sont en lice. Parmi eux figurent le président sortant Abdoulaye Wade, Ousmane Tanor Dieng du Parti socialiste (PS) et les anciens Premiers ministres Moustapha Niasse, Macky Sall et Idrissa Seck.

Les violences ont éclaté depuis que le Conseil constitutionnel a validé la candidature d’Abdoulaye Wade, le 27 janvier. M. Wade a été élu président en 2000 et en 2007. Sa candidature est jugée inconstitutionnelle par l’opposition et des organisations civiles réunies au sein du Mouvement du 23-Juin (M23).

Une dizaine de civils et un policier ont été tués dans les manifestations contre sa candidature, à Dakar et dans d’autres villes.

Jun 18

Il ruolo delle donne nell’agricoltura africana

By Jean Zuniga | Africa , Agricultura

Il ruolo delle donne nell’agricoltura africana: fondamentali e vulnerabili

Nel rapporto 2011 relativo agli Indicateurs sur le genre, la pauvreté et l’environnement sur les pays africains, la Banca africana per lo sviluppo (Bad) ha messo in evidenza lo stretto legame esistente tra genere e sviluppo.
Le donne , rivela lo studio, rappresenterebbero almeno il 40-50% della forza lavoro agricola africana. Purtroppo, però, sarebbero anche le più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.


Il lavoro femminile, inoltre, sarebbe più funzionale di quello maschile ai fini del raggiungimento della sicurezza alimentare tra le mura domestiche, garantendo maggiori varietà e quantità degli alimenti alle nuove generazioni.

In particolare, la fotografia del mondo agricolo africano ritrae le donne come le vere custodi dei metodi di produzione familare, atti a preservare la biodiversità e a favorire il perseguimento della sovranità alimentare. Tuttavia, alcune attività fondamentali e funzionali all’agricoltura – come l’approviggionamento idrico, ad esempio – non sono stati presi in considerazione dalle statistiche.

A questo proposito, però, è doveroso sottolineare che l’indice di vulnerabilità sociale di Tyndall (che considera fattori quali la dipendenza rispetto alle risorse naturali, la stabilità e le infrastrutture economiche unitamente alla dimensione demografica), calcolato per le diverse aree del continente africano, svelerebbe non solo l’estrema fragilità di molti paesi rispetto al global warming ma sottolinierebbe anche la presenza di forti legami tra la condizione della donna in questi stessi posti e lo sviluppo delle attività agricole ivi presenti.

Il peso della mano d’opera femminile nell’ambito dell’economia africana rivela, senza dubbio alcuno, l’importanza cruciale acquisita da esse ai fini del conseguimento della sicurezza alimentare.
Nel 2010, circa il 57 % della popolazione africana viveva in paesi a prevalenza agricola. Ma la chiusura dei mercati locali e la ridotta produttività – spesso  conseguenza di modalità d’irrigazione inefficaci – hanno fatto in modo che le rendite derivate da questo settore fossero insufficienti per buona parte dei contadini.

Eppure, quando le donne percepiscono direttamente le rendite del proprio lavoro vengono raggiunti i migliori risultati nutrizionali per tutta la famiglia. I nuclei in cui le donne possono disporre di maggiori risorse economiche sono anche quelli in cui il denaro viene impiegato di più e meglio ai fini dell’alimentazione della coppia e dei bambini, in termini di qualità e quantità.

Il rapporto, infine, mette in evidenza una correlazione diretta tra le variazioni climatiche, il loro impatto sull’agricoltura e sull’acqua e la loro incidenza sulla vita di donne e bambini, pervenendo alla facile conclusione secondo la quale i paesi che presentano un migliore e più facile accesso alle risorse idriche conoscono livelli di nutrizione infantile migliore.

Per contro, però, le donne sono le più espostamento agli effetti del surriscaldamento climatico . In tempi di catastrofi naturali, l’analisi del numero dei decessi rivela che le donne, in conseguenza delle loro peggiori condizioni di vita, lavoro e salute, sono 14 volte più facili a morire rispetto agli uomini.
Soprattutto, poi, il ridotto accesso femminile alla proprietà terriera e alle risorse naturali limita moltissimo il ventaglio di possibilità economiche loro offerte. Con pesanti ricadute, economiche e sociali, sulla popolazione tutta.

Jun 18

In Burkina Faso il cinema delle donne

By Jean Zuniga | Africa , Burkina Faso

“Donna, cinema e formazione professionale” è lo slogan scelto per la II edizione delle Giornate cinematografiche della donna africana, che si svolgeranno a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, dal 3 all’8 marzo prossimi. Alla manifestazione parteciperanno una cinquantina di cineaste e operatrici del settore del cinema, provenienti da una decina di paesi africani. L’iniziativa sarà gestita dai coordinatori del Festival panafricano del cinema e della televisione (Fespaco), che ogni anno si svolge proprio a Ouagadougou. “Le Giornate della donna africana”, si legge in una dichiarazione inviata ai media locali, “hanno l’obiettivo di far conoscere a livello nazionale e internazionale le nuovo registe e attrici del continente, molte delle quali dispongono di talenti di primo ordine”.

Jun 18

African Leaders Malaria Alliance

By Jean Zuniga | Africa , Malaria

PRESS RELEASE

Funding Gaps Threaten Momentum in Malaria Fight, African Leaders Declare

President Ellen Johnson Sirleaf Named Chair of African Effort to End Malaria Deaths

ADDIS ABABA, Ethiopia, January 31, 2012/ Recent Nobel Prize laureate, President Ellen Johnson Sirleaf of Liberia, today assumed the chair of the African Leaders Malaria Alliance (ALMA) (http://www.alma2015.org) from President Jakaya Mrisho Kikwete of the United Republic of Tanzania. President Armando Guebuza of Mozambique was elected Deputy Chair of ALMA. ALMA is an alliance of 41 African heads of state and government working to end malaria-related deaths on the continent.

President Sirleaf inherits a malaria campaign that has made significant progress, yet faces real challenges in terms of funding. According to the World Health Organization, there has been a 33% decrease in malaria deaths in Africa over the last decade. Despite this progress, the current global funding crisis – as evidenced by the postponement of the Global Fund Round 11 – threatens momentum.

ALMA estimates that there is a gap of USD $3.3 billion in funding needed to achieve and sustain universal coverage of essential malaria interventions including artemisinin-based combination therapies (ACTs), rapid diagnostic tests (RDTs) and long-lasting insecticidal nets (LLINs) to the end of 2015.

“The malaria campaign is emerging as a standout success in the effort to improve the health and welfare of mothers and children, but we cannot lose focus now,” said President Ellen Johnson Sirleaf. “There is a moral and economic imperative to fill the malaria funding gap.”

ALMA members agreed to intensify efforts to close financing gaps and made key recommendations and commitments including to:

  • Use World Bank IDA allocations to protect health gains and prevent the resurgence of malaria.
  • Deepen Africa’s commitment to transparency through the ALMA Scorecard for Accountability and Action, an innovative tool that tracks progress across key health indicators (view the Scorecard at Alma2015.org).
  • Increase African financing for health moving toward the Abuja target of allocating 15% of public sector budgets to health.
  • Pursue innovative financing approaches to expand the resource pool for health.

Seven ALMA member countries -Benin, Burundi, Cameroon, Kenya, Mozambique, Rwanda, and Tanzania – received special recognition for removing all taxes and tariffs on malaria-related commodities, banning dangerous monotherapy treatments, or on making significant progress on malaria control. The awards assessment is done by an independent committee of experts.

The ALMA meeting featured a tribute to President Kikwete, the founding Chairperson of ALMA. “We have come a long way in the fight against malaria,” said President Kikwete of the United Republic of Tanzania.  “Many challenges lie ahead, but working with partners we will continue our progress toward creating an Africa where no one dies of a mosquito bite.”

Distribued by the African Press Organization for the African Leaders Malaria Alliance (ALMA).

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